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venerdì 29 agosto 2014

Fottutissima Sicilia


Come al solito non riesco a mantenere i miei propositi di lettura.
Sono partito per le vacanze d'agosto con sei libri e ne ho letti solo due!
Quando torno in Sicilia sono distratto dalla vita e dai ritmi locali ... tutto sembra scorrere più lento e pare che il tempo si dilati, forse per il caldo.
Non ho neanche scritto molto, anzi decisamente poco.
Beh, me l'aspettavo ad essere sincero! Trascorrere un po' di settimane in Sicilia m'aiuta a fare il carico di sensazioni ed occupo il tempo riempiendo la mia bisaccia che poi porto con me quando lascio l'isola. Una volta lontano, quando il lavoro non m'assorbe, frugo nel sacco dei ricordi e ne tiro fuori uno, alla rinfusa. Me lo tengo un po' dentro per alimentare la nostalgia e quando questa diventa insopportabile mi metto a scrivere.
Li centellino io i ricordi, perché non si consumino subito.
Una volta riportati su un foglio evaporano e non ritornano più nella bisaccia. Volano come uccelli migratori e forse tornano in Sicilia ... anzi, ci tornano di sicuro perché mi accolgono festanti appena il mio piede tocca il suolo isolano.
Tante volte sono partito e tante volte sono tornato più ricco d'esperienze nuove ... conoscenze che m'aiutano a capire meglio la mia terra. Sì, perché la Sicilia io la capisco guardandola dal di fuori. Se fossi rimasto non avrei compreso probabilmente tante cose come accade a molti siciliani che, pur non avendo mai oltrepassato lo Stretto, credono d'aver capito tutto, incluso ciò che accade nella loro isola.
Quest'anno ho avuto una botta di presunzione e penso d'aver capito qualche cosa anch'io.
La cartina di tornasole mi è stata data da un pamphlet scritto da un siciliano D.O.C., un signore che non conoscevo ... Pietrangelo Buttafuoco (mi scuso con lui, ma da più di dieci anni vivo all'estero). L'ho cercato su Wikipedia: sembra un signore con un buon curriculum anche se le sue origini politiche, che sono missine, mi hanno deluso un po' ... ma chi si ricorda oggi del M.S.I.? Io ho fatto il liceo al Berchet quando ci si picchiava con quelli del M.S.I, poi s'è passati alla spranga e s'è finiti alla P38!
Brutti tempi, anche quelli!
Comunque il signor Buttafuoco ha una prosa "caustica" che scortica vivi, un vero lanciafiamme! Forse per questo che non si chiama Mangiafuoco anche se, in qualche fotografia, ne ha l'aspetto soprattutto quando lascia che la barba cresca.
Ma cosa c'entra il signor Buttafuoco con il mio lento evolvere nella comprensione delle vicende siciliane? C'entra, perché ha scritto "Buttanissima Sicilia" (attributo che uso anche io certe volte scrivendolo con la "u" ed altre con la "o" secondo il contesto). Nel suo pamphlet riporta tante cose che condivido ed altre che hanno fornito delle conferme su dei miei sospetti.
Che cosa sospettavo?
Che il Governatore della Sicilia fosse un pallone gonfiato (posso usare quaquaraquà, signor Buttafuoco?), per esempio!
Incominciai a pensarlo quando lessi per caso un articolo su di lui sul The New York Times. C'inciampai all'aeroporto, in attesa d'un volo.
- Minchia, ma guarda quanto è spacchioso questo Crocetta! Avevamo Superman e non lo sapevamo! -
Dopo aver letto l'articolo che era intitolato "Can a gay, catholic liftist actually squelch corruption in Sicily?" ("Un omosessuale cattolico di sinistra può reprimere la corruzione in Sicilia?". Non preoccupatevi non ho una così buona memoria: sono appena andato a cercarmelo di nuovo!) pensai come ogni buon siciliano:
- Ma come mai nun ci spararu a chistu (come mai non l'hanno ammazzato a questo)? - 
E mi venne il sospetto che forse qualcosa d'anomalo c'era, perché in Sicilia i Superman non vengono uccisi dalla Kryptonite ma ammazzati da proiettili o dinamite (inutile che vi riporti dei nomi, sono più o meno sono noti a tutti!).
E questo pensiero fu sufficiente per rendermi diffidente nei confronti dell'immagine di salvatore della patria (della regione) che il nostro Governatore vuole propinare.
Lo so, sono malfidente ma sempre siciliano sono e ... scusate, non è poco!
Quindi, signor Buttafuoco, penso che la sua Crociata contro Crocetta (questo gioco di parole non sono riuscito a trattenerlo. Mi è sgusciato fra i polpastrelli!) mi sembra giustificato poiché dalle parti nostre lo si definirebbe tutto spacchio e pirita (mi lancio in una traduzione non letterale: tutto fumo e niente arrosto!)
Quanto a lei, signor Governatore, non interpreti queste mie parole come un richiamo all'estremo sacrificio (la autorizzo a toccarsi  i suoi attributi maschili!) ma giusto un'invocazione all'understatement (uso l'inglese. Lei, che è poliglotta, potrà capire!) del suo protagonismo che scade nella comicità di un cabarettista di bassa lega. E la situazione in Sicilia è tutto tranne che comica ... anzi diciamolo ... è tragica! Forse più di quanto Eschilo (che pure la nostra isola la conosceva bene!) avrebbe mai potuto immaginare!
Ma c'è un altro argomento che condivido in toto col signor Buttafuoco: l'abrogazione dello statuto speciale della regione siciliana!
Se mi permette, novello Catone siciliano, aggiungo una freccia nella sua faretra!
Qual'è la giustificazione storica che fu messa alla base dell'autonomia della regione siciliana?
Eh già, perché l'autonomia la si da quando ci sono delle tradizioni radicate culturali, linguistiche e d'indipendenza storica. Sennò come giustificarla?
Non c'è alcuna giustificazione perché la Sicilia ... ma che minchia d'indipendenza ha mai avuto?
Siamo stati sempre dominati e forse bisogna risalire a prima dell'arrivo dei siculi per registrare una presenza autoctona, ma già si parla di preistoria! Poi, sono arrivati tutti ad occuparci: siculi, fenici, greci, romani, bizantini, arabi, normanni, svevi, spagnoli ... per finire con i borboni ed i piemontesi che, guarda caso, fecero l'Italia.
Perché ci fu data l'autonomia (che è una forma d'indipendenza foraggiata) allora? ... perché fu compiuto il primo accordo Stato-mafia (ma sì, che la smettano di babbiare dichiarando che lo Stato ha fatto accordi con la mafia solo negli anni novanta!) per dare un contentino agli indipendentisti, che sparacchiavano a destra ed a manca, ed ai latifondisti a cui si volevano togliere i privilegi feudali. La Sicilia era, inoltre, una bella riserva di voti e quindi la si lasciò in mano alla mafia chiedendo che non si rompessero più i santissimi al resto del paese! Ed i siciliani che non sono mai stati abituati a governarsi, che hanno fatto in questo mezzo secolo d'autonomia (la costituzione della regione siciliana è antecedente a quella dello Stato italiano)?
Minchiate, solo grandissime minchiate!
Quale senso d'unità possono possedere i siciliani che per millenni hanno fatto del futti, futti cu Signuri pedduna a tutti (fotti, fotti che tanto il Signore t'assolve!) il loro grido di battaglia!
Si sono comportati come dei bambini che da niente sono diventati proprietari d'una Ferrari! Non sapendola condurre l'hanno ben sbatacchiata ammaccandola e rovinando anche la meccanica. Ed adesso? ... adesso stanno puntando dritti verso il precipizio. Cosa fare? Togliere la Ferrari, portarla dal meccanico e lasciare che la guida sia assistita non ... autonoma!
Insomma ... stop, time out!
Lasciamo che le nuove generazioni abbiamo il tempo di formarsi, di generarsi e di spogliarsi di paludamenti isolani che ne impediscono i movimenti, che s'affranchino dalle colpe dei padri! Sì, il problema è proprio questo!
Ultimamente ho parlato con alcuni giovani, miei conterronei.
- Eh sì, la vostra generazione è stata fortunata! Vi prendevate la laurea che serviva, avevate i concorsi, c'erano i finanziamenti! - mi hanno detto ... (mi scusi, signor Buttafuoco, chiedo venia ma adesso vorrei rivolgermi ai più giovani.)
Forse tutti questi vantaggi c'erano, per i soliti furbi ... ma a che prezzo?  ... ed in ogni caso, a cosa serve ricordarlo? Forse per giustificare quella sensazione di sentirsi sconfitti senza neanche aver cominciato la vera pugna? Dandosi perdenti già alle prime scaramucce perché si soffre della ineluttabilità d'un destino ingrato? ... basta, per favore, non inoltratevi su questo sentiero che fete (puzza) dell'immondizia di noi, vostri padri, vostri nonni!
Rimpianti d'un passato felice? Ma di cosa parlate? D'illusioni. Del polo petrolchimico di Augusta, di Gela o della Fiat a Termini Imerese?
Che cosa è restato o cosa resterà di tutto ciò ben presto?
Degli impianti arrugginiti e rischiosi a causa della mancanza di manutenzione, delle bellissime spiagge e dei siti naturali ed archeologici irrimediabilmente inquinati e sottoposti a scempio.
Questo sviluppo industriale ha fermato l'emigrazione? L'assistenzialismo? No, non li fermò.
Quindi nessun rimpianto, ve l'assicuro.
Forse sorriderete leggendo quello che scrivo ma voi, se lo volete, avete un vantaggio rispetto a noi: siete liberi! Liberi da legacci e legacciuoli che tutte quelle false promesse hanno rappresentato impedendo qualsiasi movimento e che, alla fine, hanno portato ben poco beneficio all'isola.
Non crediate che la generazione che vi ha preceduto e che s'è illusa di vivere nel benessere, l'abbia veramente conosciuto. Coloro che vi hanno preceduto sono stati dei mendicanti del posto fisso, degli illusi. Voi potrete effettivamente vivere nel benessere, se sapete crearvelo!
Forse è arrivato il momento che anche in Sicilia si parli di sostenibilità (lo so è una pessima traduzione del termine inglese sustainable, ma ormai è entrata nel linguaggio corrente!) .... gl'investimenti sopracitati sono stati tutto tranne che sostenibili ed i fatti lo dimostrano. Cos'è sostenibile?
Il suolo sopra cui camminate, la vostra terra è la vostra ricchezza, è bella e piena di tesori.
Il mondo non aspetta altro che conoscere la Sicilia, ma la Sicilia non è ancora abbastanza ospitale. Bisognerebbe che voi ci crediate di più  ... che vi convinciate che in Sicilia le bellezze naturali, i panorami, le chiese dimenticate, le vestigia del passato abbandonate e trascurate, i palazzetti vetusti e mezzo diroccati, l'alto potenziale agro-alimentare, la ricca cucina, il bellissimo mare, l'artigianato ... sono le cose veramente sostenibili ... ce l'abbiamo da secoli!
Quanto lavoro può portare il turismo?
Tanto, soprattutto se ad esso associamo l'indotto per risistemare strade (inutile ricordarvi della Catania Gela, è deprimente!), restaurare case, palazzi, rendere accoglienti gli aeroporti, gli alberghi, pulire le città, sviluppare i servizi.
- Bravo, ma i soldi? Chi finanzia tutto ciò? -
Non la Regione (non ha neanche i soldi per comprarsi la corda che servirebbe ad impiccarsi!), non lo Stato Italiano (non ha neanche più gli occhi per piangere!) ma gli stranieri. Sì proprio loro! Quelli che vivono lontano della Sicilia ... in altri paesi ed in altri continenti. Bisogna venderla un po' questa Sicilia, tanto non ve la possono portare via! Devono metterci solo un po' di soldi per renderla più bella e per poi goderne i frutti e voi con loro!
Non bisogna scoraggiarli, ma motivarli ed attrarli con moine accattivanti proprio come le buttanissime!
- Signor Itolo, un'ultima domanda: la mafia, dove la mette la mafia? -
La mafia siamo noi se continuiamo ad accettare futti, futti cu signuri pedduna a tutti perché, l'onorata società vive e germoglia dove non c'è il senso del rispetto comune ... ed inoltre ama l'arricchimento veloce e rapido.
Ciò che io auspico è un investimento sul lungo periodo, sostenibile per l'appunto. Il vostro lavoro gioverà a voi, ai vostri figli, ai nostri nipoti. Voi dovete essere capaci di fare quello che noi non abbiamo fatto, non per incapacità ma perché non ci abbiamo nemmeno tentato ... abbiamo preferito la vita facile quella del posto fisso, della Forestale, del sussidio per la disoccupazione ... quella di chi s'accontenta d'un piatto di lenticchie.
Quando c'era qualcuno che prospettava il ponte sullo stretto di Messina, la mafia si fregava le mani. A chi sarebbe servito questo caspita di ponte?
Non certo agli stranieri che per venire da noi non t'attraversano mica tutto lo Stivale. Un volo, qualche ora ed hop ci siamo!
No, il ponte era la solita minchiata che avrebbe arricchito la mafia ed assicurato migliaia di voti ai politici!
... ma adesso ritorno verso di lei signor Buttafuoco perché tutti questi mea culpa mi rendono triste!
Adesso, lo sa, capisco meglio anche il titolo del suo j'accuse ... Buttanissima Sicilia!
Infatti penso che la Sicilia debba di nuovo vendersi come le buttane, come ha sempre fatto! Siamo pratici: cosa c'è di male?
Cerchiamo d'essere storicamente realisti: mi dica chi ha fatto bella la Sicilia?
I suoi clienti.
Quelli a cui s'è sempre prostituita: fenici, greci, romani, arabi, normanni e spagnoli! Sono loro che l'hanno ingioiellata! E lasciamo che continuino a farlo! ... alla faccia dello stupido e declamato "onore" che non abbiamo mai avuto.
Attenzione ... gli stranieri devono essere "clienti" e non sfruttatori perché (e qui ci metto un po' d'orgoglio, eh che minchia!) proprio buttana, buttana non deve essere ... ma piuttosto "cortigiana" anzi, visto che ci siamo diciamo escort!
Che ne dice signor Buttafuoco?
Le piace?
Ok ... e sia! ... Escortissima Sicilia!