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lunedì 14 dicembre 2015

Louise de Montmorency

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- Insomma, l'hanno tirata giù da cavallo ... poi, violentata ed uccisa. -
- Sì, precisamente. - mi dice l'amazzone che ho difronte a me.
Siamo seduti l'uno di fronte l'altra sulla radura che s'estende in un avvallamento del bosco di Marly. Le foglie accumulate sulla nuda terra ci fanno da cuscino
La guardo incapace di dire una parola.
Faccio un lungo sospiro e le indirizzo il mio sguardo più desolato.
Non riesco neanche ad immaginarmi una scena dove si violenta una persona inerme.
La mia esperienza umana è troppo limitata. Non ho vissuto in luoghi dove la brutalità è all'ordine del giorno ... no, non ho conosciuto la vera violenza. Sì, certo sono un privilegiato.
Mi dico però che se la mia aspirazione è raccontare storie, come posso farlo rimanendo nei confini di una parte del mondo "sicuro" senza aver visto od osservato quello "vero"?
Sì, da giovane avrei voluto fare il reporter, nelle zone di guerra, nei paesi a rischio ... invece, sono qua nel bosco di Marly a parlare con una Spiritessa.
- Per favore, non m'indirizzi quello sguardo di compatimento! - mi dice la Spiritessa.
- Ecco ... vede ... non so trovare le parole ... lei ha subito una violenza fra le più brutali e qualsiasi mia parola mi sembra fuori luogo, non commisurata ai fatti che l'hanno colpita e di cui è stata vittima! -
La Spiritessa accenna appena un sorriso.
- Cosa vuole? E' passato così tanto tempo, ormai. Anch'io ho dei ricordi confusi, sa?  Ricordo solo che ero terrorizzata. -
- Lo sa che ancora non mi ha detto come si chiama? -
- Louise de Montmorency. -
- Nobile? -
- Io, sì ... mio marito no. -
- Mio padre mi diede in sposa per non farsi portar via la terra ... gli piaceva giocare a carte ed alla corte di Versailles il gioco d'azzardo anche se proibito era molto diffuso ... comunque fu mio marito che mi fece uccidere ... i violentatori furono mandati da lui. Fu tutta una messinscena, anche il cavallo rubato e poi mangiato ... -
- Non capisco, perché tutto ciò? -
Anche questa volta la Spiritessa sorrise, ma questa volta per nascondere la propria amarezza.
- Erano gli anni della rivoluzione francese, essere sposato ad una nobile poteva rappresentare un rischio. All'epoca si andava molto per le spicce: ti accusavano di tradimento nei confronti della rivoluzione, t'imprigionavano, ti tagliavano la testa e ti requisivano i beni! -
- Capisco ... -
- Lei capisce il comportamento di mio marito? -
- Mio Dio, per carità! No ... è solo un intercalare, un modo di dire giusto per far comprendere che ho capito il contesto ... che tempi! -
Louise prosegue:
- In effetti senza moglie lui pensava che nessuno sarebbe venuto a cercarlo ed organizzò l'agguato. Un assassinio ad opera di balordi. Ed invece ... -
- Ed invece ... -
- Lo vennero a prendere e lo accusarono di spalleggiare i nobili, addirittura, dissero, che finanziava i controrivoluzionari. Beh, alla fine gli tagliarono la testa ... e le sue terre andarono alla Rivoluzione! -
La Spiritessa allargò le braccia in modo plateale ed il suo volto prese un'espressione ironica.
- Ah bene! Finalmente una storia che finisce con delle conseguenze negative per chi agisce male! Un bel figlio 'ndrocchia, vostro marito! -
- Cosa? Figlio ... -
- Uhm, niente, niente ... è un insulto napoletano! -
- Ma lei non è siciliano? -
- Sì, ecco ... diciamo che sono poliglotta! Ma se lei era ... defunta come seppe del proseguo della storia? -
- Me l'hanno detto dei miei amici Spiriti che gironzolano a Place de la Concorde ... da quelle parti di Spiriti ce ne sono a bizzeffe! -
- Capisco. -
- Bravo! Meno male che capisce! -
Ridiamo entrambi.
Poco lontano il destriero di Louise colla zampa anteriore scompone il manto di foglie morte alla ricerca di qualcosa da brucare. Certo, anche lui è uno Spirito.
- Come si chiama? - chiedo.
- Cunegonde. E' la miglior cavalla che abbia mai avuto. Ho sempre amato cavalcare. Seguivo mio padre nelle battute di caccia ed ho passato la mia fanciullezza nelle scuderie. Tutti erano a conoscenza della mia passione. Solo le intemperie potevano fermarmi, altrimenti ogni giorno facevo la mia cavalcata nei boschi. La mia passione mi è stata fatale. -
Beh, certo, l'avete capito che io con gli Spiriti ci sto bene? Non è la prima volta che ve ne parlo. 
Però come faccia ad entrare in contatto con loro e cosa li spinga a venire verso di me, proprio non lo so! Un vero mistero!
- Perché ha deciso di manifestarsi con me? -
- Il caso ... io non ho deciso niente ... la guardavo da sopra l'avvallamento ed ho notato che anche lei mi osservava vedendomi ... tutto qui! Per questo le ho rivolto la parola. -
- Insomma è come se avessi un dono! -
- Perché dice ciò? Ha già incontrato altri Spiriti? -
Ha lo sguardo divertito.
- Sì, in Sicilia. Ma da quelli parti ... parlano poco ... i suoi colleghi comunicano con me attraverso una sorta di telepatia. -
- Ah sì? ... e come sono gli Spiriti in Sicilia? -
- Hanno un'aria un po' più austera ... ad essere sincero mi sembra che si diano un sacco d'arie con tutte le loro storie che rimontano agli antichi Greci ed ancor prima! ... ma in generale sono delle brave persone ... ehm, volevo dire Spiriti. -
- Di cosa parlate? -
- ... di storie. Mi raccontano storie ... ne hanno tante! -
Poi, senza alcuna spiegazione, qualcosa dentro di me mi fa dire:
- Lo sa che lei ha un bellissimo volto? -
Provo a guardare nel profondo dei suoi occhi l'effetto che può fare quella mia frase così estemporanea.
All'improvviso Louise si alza.
- Devo andare. - annuncia.
La vedo allontanarsi ... no, non vorrei che se ne andasse.
- Non può restare? ... le racconto delle storie siciliane. -
La nobildonna, dandomi le spalle mentre s'avvicina alla sua cavalla, mi fa segno di "no" col dito. 
- Ci vedremo? - chiedo.
- Sì, certo. Anch'io le racconterò delle storie. -
Monta in groppa a Cunegonde.
Abbasso la testa e m'ostino a guardare le foglie morte, non voglio vederla dissolversi.
Ma ci si può invaghire d'una Spiritessa?