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giovedì 20 novembre 2014

Quelli dell'attico di rue de Nanterre


Mauro continua a rigirarsi nel letto. Non riesce a prendere sonno.
... ... ...
- Posso entrare? -
Gli aveva chiesto il suo capo dopo aver bussato discretamente alla porta dell'ufficio.
- Certo che puoi! - era veramente un avvenimento che il suo capo venisse a trovarlo! In genere non si scomodava ad andare a trovare i collaboratori - ... ma che discorsi? Tu sei il boss! -
Mauro lasciò la sua scrivania ed invitò il suo superiore a sedersi al tavolo delle riunioni.
- Mi sa che il prossimo anno sarà ancora più ostico di questo! - esordì l'uomo.
Vestiva un abito di buon taglio e le scarpe sembravano appena comprate tanto erano lucide e dalla forma perfetta.
- Sì, certo, malgrado tutte le false dichiarazioni d'ottimismo il quadro non si prospetta per nulla favorevole. -
- Eh già! -
- ... posso parlarti onestamente?! ... se il grande capo non si decide a cambiare strategia qui non ne usciamo più! ... -
- ... quale sarebbe la nuova strategia? -
- Smettere d'investire in Europa e cercare d'espandersi altrove, investire ... cercare un altro mercato dove c'è vera crescita ... l'Asia ... per esempio. -
- Eh, già! -
- ... ... cosa posso fare per te? -
Il capo si schiarì la gola.
- Ho una proposta da farti. -
Mauro sapeva che sarebbe arrivata prima o poi ... da quando aveva compiuto sessant'anni s'aspettava che qualcuno venisse a parlargli. Deglutì e gli sembrò che il suo esofago si fosse talmente ristretto da non far passare una goccia di saliva. Provò ad abbozzare un sorriso per nascondere l'imbarazzo e l'apprensione che l'agitava.
- Dimmi ... -
- Ho un posto per te in Romania. -
- In Romania?  ... per fare che? -
- Direttore Generale della nostra società principale! -
- Ma se fa delle perdite da quasi cinque anni! -
- C'è bisogno di uno come te! Con la tua esperienza! -
... ... ...
- Ma mi prendono per un imbecille? ... Romania? - si dice mentre con rabbia abbraccia il cuscino come se fosse il collo del suo capo - Mi vogliono allontanare e mettere al mio posto uno più giovane! ... ecco la verità! -
Mauro mica si sente vecchio, al contrario! Se li mangia a colazione lui i giovanetti! Lo vogliono spingere alla pensione ... ecco, il loro piano!
Ma dove diavolo è sua moglie Catherine?
- Catherine! ... Catherine! Dove sei? -
Oltre la porta della camera da letto vede un chiarore.
Il rumore di passi affrettati precedono l'arrivo di sua moglie.
- Silenzio, che è tardi!  ... svegli Anne-Marie! -
Ah, certo la nipotina di tre anni era rimasta a dormire da loro.
- Che ci fai col binocolo, in mano? - chiede alla moglie.
- Niente, guardo dalla finestra un italiano. -
- Un italiano? ... che guardi a fare un italiano? Ma chi è questo italiano?-
- Uno, un po' matto che parla con gli uccelli! -
- Ma cosa dici? ... vieni a letto. -
Quando era angustiato per qualcosa che l'agitava si calmava solo con sua moglie accanto ... lei sapeva dove accarezzarlo. E che diamine! Dopo quasi quarant'anni di matrimonio lei conosceva i benefici che possono produrgli certi maneggi! ... e questa sera ne ha veramente bisogno!
- Aspetta ... - dice lei - ... sono curiosa. Madame Jeanne, quella che abita nel palazzo a fianco e  che ha il marito pensionato ... sai, quello che aiuta il ciabattino? Mi ha detto che l'ha visto più volte parlare con un gabbiano. -
Ah certo, il pensionato che fa le chiavi nella bottega di monsieur Régis! Così vorrebbero ridurlo! In pensione lo vogliono mandare? Bene, devono pagare, pagare salato. Lui è pur sempre uno dei primi quindici dirigenti della sua società!
- Ma cosa te ne importa d'un matto? -
- Sono curiosa ... - e sua moglie lo lascia per tornare al punto d'osservazione.
- Mi sembra che la vera matta sia tu ... eppoi ... ti lasci coinvolgere in storie che s'inventa quella grassona! -
Rimane inascoltato e da solo nella sua stanza.
Prende un'altra posizione cambiando lato ed ormai, a furia di stringere il cuscino, ha già reso in fin di vita il suo capo.
Il nervosismo sembra ormai esplodergli dentro ... la Romania, la percezione d'essere considerato ormai un peso ... ed adesso sua moglie che si fa prendere da voyeurismo!
Con uno scatto allontana le coperte e scende dal letto come se ci fosse una molla nascosta dentro il materasso!
Ahi, la schiena! Quando si ricorderà che certi movimenti non può più farli? Adesso anche il mal di schiena ci si mette!
- Catherine! Catherine! - chiama sussurrando.
- Sono qui nel soggiorno. -
Lei è lì, seduta sulla poltrona. Davanti s'è messa una sedia rococò sulla cui spalliera appoggia le braccia che tengono saldamente il binocolo. Sembra un generale che scruta lo schieramento nemico.
Sente il marito entrare nella stanza, ma non muove un muscolo assorta com'è nella sua operazione di spionaggio.
- Dio mio, è vero c'è un gabbiano sulla ringhiera della portafinestra! I vetri sono spalancati ... ma lui non lo vedo ... di sicuro gli sta parlando dall'interno. -
Di colpo, si gira in direzione dell'uomo senza però muovere le braccia appoggiate sullo schienale della sedia.
- ... non pensi che dovremo chiamare un'ambulanza per far visitare quel poveretto? Forse ha bisogno di cure. -
- ... per dire che? ... che un gabbiano s'è appollaiato sulla ringhiera d'una porta-finestra aperta? Secondo me vengono a rinchiudere noi! -
- Non ti sembra strano che un gabbiano venga fin qui? Quei pochi che ci sono in genere restano nei dintorni della Senna ... ! -
- Ma cosa ne vuoi che ne sappia? ... sarà un gabbiano più cittadino! -
Sua moglie riprende l'osservazione e sembra ignorarlo. Lui la scruta per quasi un minuto mentre lei spia col binocolo l'italiano.
Ha bisogno di lei ... della sua mano, delle sue carezze.
Strisciando i piedi s'avvicina ancora di più alla moglie.
- Catherine ... - dice lui quasi piagnucolando.
- Sì? ... ah, eccolo lo vedo ... sì, parla al gabbiano ... è proprio matto! Ha ragione madame Jeanne! -
- Catherine, sono stressato ... ho bisogno di calmarmi. - sembra quasi la voce d'un bambino.
Lei, continuando a fissare attraverso il binocolo, allunga il braccio e la mano l'accarezza dove lui vuole.