Translate

martedì 30 settembre 2014

... il mio amico Biagio


- Adesso tutti si chiedono se Renzi è un egocentrico e se s'è attorniato da gente di poche capacità. - osserva Giovanni.
- Che dovremmo dire noi allora del nostro Holland? - controbatte Michel.
- Facciamo la gara per vedere chi vince? - dice ridendo Gina.
- Non c'è competizione ... noi abbiamo avuto il campione del modo: Silvio! - rispondo io mentre guido ed osservo le indicazioni per uscire dall'autostrada.
La sera prima, dopo un breve giro di telefonate, avevamo deciso che l'indomani saremmo andati sulla costa, ad Ètretat in Alta Normandia.
Ci trascorreremo il week end.
Il tempo è bello, anche se la temperatura nelle prime ore del giorno non è più quella estiva ma decisamente autunnale. Approfittiamo degli ultimi scampoli di sole e cielo azzurro.
Quattro amici.
A me non piace guidare ma a loro ancor meno.
- Dai, prendiamo la tua macchina che è spaziosa! – dicendomi così mi hanno fregato … non ho potuto esimermi dal fare l'autista!
Siamo allegri e contenti di star insieme. Abbiamo lasciato fuori dall'abitacolo ciò che non ci piace.
- Ma credete proprio che quando s’arriva a quei livelli non si sia egocentrici ed ambizioni? Pensate forse che Papa Francesco non sia motivato da un sano ego o forse credete veramente nell'ispirazione divina? - chiede Giovanni.
- E se mettessimo un po' di musica? - propone Gina.
- Gina, ho visto un CD di Erik Satie ... . - osserva Michel.
- Minchia che palle! ... ma che ci fanno tre siciliani con un francese depresso! - ... Giovanni parla con cadenza catanese.
Tutti ridiamo.
... ... ...
Ormai è sera e siamo al ristorante.
- Minchia, che buono questo vino! - esclama Michel.
- Ma dove l'ha imparato il siciliano? - chiedo.
- Non lo so ma 'sto vino costa una follia ... - osserva Gina.
- Sfido io! E' uno Chateauneuf du Pape! - e lo sguardo del nostro amico cisalpino è un po' annebbiato.
Come quello nostro, del resto.
- E' una follia, lo so ... ne abbiamo bevute tre bottiglie. Ma a chi dobbiamo dar conto? -
- Beh ... insomma io ho ancora tre figli da sistemare! - osservo.
- Ma smettila ti lamentarti e d’utilizzare quelle povere creature per giustificare la tua voglia di privarti dei piaceri della vita! ... sei depresso anche tu? - chiede Giovanni.
- Ce l'hai ancora il CD di Satie? Così ci ascoltiamo della musica allegra? -
Risata generale.
... ... ...
L'alberghetto che abbiamo trovato non è male ... occupiamo due stanze.
- Ce la fai a sorreggerlo? - chiesi a Gina mentre trascinava il suo compagno su per le scale.
- Pensa a Michel, tu ... è vero che adesso sono una signorina ma ancora un po' di forza m'è restata nelle braccia! -
Li accompagnammo alle stanze e ci salutammo chiudendoci la porta alle spalle.
Adesso guardo le ombre del soffitto.
Ho dormito appena due ore, non di più.
Michel si agita e si lamenta sul letto. L'ho aiutato a distendersi. E' in posizione fetale.
Bofonchia delle frasi sconnesse. Non s’è ripreso dalla sua vecchia storia col suo amore bipolare.
Certi uomini sono così … si lasciano distruggere da storie impossibili. Li chiamano romantici.
Non riesco a comprenderlo, un po’ mi vergogno perché lo trovo patetico.
Inutile voler dormire, non ho sonno. Esco.
Cammino per le viuzze deserte del paesello. Gli altri umani dormono e come compatirli? Forse qualcuno prima d’addormentarsi ha fatto l’amore.
M’inerpico lungo un viottolo. Salgo … salgo fino ad arrivare sul piano d’un promontorio. La luna rende fluorescenti le bianche pareti calcaree delle falesie e le onde che, senza troppa convinzione, aggrediscono la spiaggia.
Osservo il panorama e respiro l’aria umida e pregna di salsedine. Guardo l’alto scoglio staccato dalla falesia e reso famoso dagli Impressionisti. Ha come una proboscide che immergere dentro le acque della Manica.
Un gabbiano osserva, non lontano da me lo stesso spettacolo.
- Jolie! – commenta.
- Sì, molto suggestivo. – gli rispondo in italiano.
- Italiano? –
- Sì, siciliano per la precisione. –
- Un terrun? Mi sun de Milan! –
- Di Milano? … e chi ha portato un polentone qui in Normandia? –
- L’amur … mi sun nato sul Seveso … un giorno sono sceso in Liguria a fare una gita con i me amis e ho incontrato una gabbianella che veniva da Cannes … mi sun innamurà e l’ho seguita in Francia … ‘sta baldracca! Ho scoperto che si faceva i gabbiani italiani, li portava in Francia e poi li lasciava … ho trovato una decina di gabbiani italiani … cornuti come me …piuttosto di tornare in Italia e farci prendere tutti per pistola abbiamo deciso di rimanere in Francia e, seguendo i fiumi, ci siamo trasferiti in Normandia. Qui piacciamo alle gabbianelle che, non sono abituate al fascino lombardo, si lasciano corteggiare. All'inizio venivamo trattati come terrun, ma poi abbiamo fatto capire che i lumbard son sempre i migliori.–
In effetti l’accento è quello meneghino, anzi brianzolo.
- Non mi sarei mai aspettato di trovare dei gabbiani italiani da queste parti! -
- Fa un po’ frec, ma poi ci si abitua. Una cosa buona qui c’è … non ci sono i terrun! – e si fa una risata tutto da solo.
- Da quanto tempo è immigrato? –
- Da una ventina d’anni.  Possiamo pure darci del tu … non solo te sei terrun ma anche bauscia? –
- Però, vent'anni! … no, non sono bauscia. Ok, diamoci del tu! –
- Che ci fai qui su? … - m’indica col becco gli scogli in basso alla falesia – Non è che hai strane idee? Qui da solo … sull'orlo del precipizio. –
- Ma che dici? Non avevo sonno. Il mio compagno di stanza parla mentre dorme ed io avevo voglia di pensare. –
- Pensare a che? –
- A tutto ed a niente. Per esempio mi chiedo dove stiamo andando … tutte queste guerre, massacri … perché? –
- Perché? … perché? … perché gli esseri umani sono dei pirla, ecco perché! –
- Troppo facile … -
- Non riuscite a mettervi d’accordo su come dovete regolarvi per vivere insieme. Volete prevalere gli uni sugli altri e per farlo v’inventate ideologie e religioni che giustificano le vostre azioni. Si sono mai visti degli animali della stessa specie raggrupparsi ed affrontarsi fra loro per annientarsi vicendevolmente? … forse qualche scimmia ma anche loro sono dei pirla! Per questo siete molto prossimi! Mah, chi vi capisce è bravo! … per me siete dei pirla … sarà semplicistico ma m’evita di spappolarmi il cervello in spiegazioni impossibili! -
Dei rumori non coperti dal fruscio del vento e dalla risacca del mare provengono alle nostre spalle e ci fanno trasalire.
Il gabbiano apre le ali per spiccare il volo.
- Gina, che ci fai qui? – sono sorpreso.
- Non riuscivo a dormire. Giovanni russa talmente forte che devono sentirlo fino a Parigi. Ero affacciata alla finestra quando t’ho visto uscire ed arrampicarti lungo il sentiero. –
- Chi è quella? – mi domanda il gabbiano.
- Gina, una mia amica. –
- Chi è quello? – mi domanda lei.
- Un gabbiano … lombardo. –
- Biagio, piacere. – l’uccello si presenta.
- Ah, è vero non mi sono presentato … Italo, piacere. -
La donna guarda prima me e poi l’uccello.
- Gina, piacere … è bello qui, sembra d’avere il mondo ai piedi! – è veramente estasiata e sembra per nulla sorpresa di veder che m’intrattengo con un gabbiano.
Sotto di noi il mare riflette i raggi argentei della luna.
Rimaniamo a lungo in silenzio.
- Gina, posso chiederti una cosa? –
- Certo. –
- … Giovanni è mio amico … ma perché stai con lui? Tu hai un'altra sensibilità! Scusa, forse non sono affari miei!  –
Mi guarda …mentre Biagio m’indirizza uno sguardo pieno d’interrogativi. Con un impercettibile gesto della mano faccio capire che non si deve immischiare.
- … non lo so … forse mi affascina la sua immaturità, il non voler crescere, restare come Peter Pan … od anche perché trovo in lui quella parte maschile che ho voluto cancellare dal mio fisico. Non so … ma va bene così! –
- Sì, va bene così ! -
Biagio sta per aprire il becco … ma io con uno sguardo l'azzittisco prima che possa pronunciare una qualsiasi parola.
Riprendiamo a guardare davanti a noi. Ho l’impressione che non mi muoverò mai più e che resterò in quella posizione per sempre. Come una statua.
- Ma il senatur Bossi c’è ancora? – domanda Biagio.
- No, non più … s’è praticamente ritirato dalla scena politica. –
- Perché? -
- Perché s’è circondato da pirla … ! –
Lontano, oltre il buio dell’orizzonte, sembra che non ci sia nulla.