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venerdì 5 settembre 2014

Il dito



Camminare in un bosco, ecco cosa vorrei fare!
Inoltrarmi fra gli alberi le cui cime, alte come volte gotiche, lasciano filtrare solo qualche raggio.
Sentire i rametti sul sentiero fratturarsi al mio passaggio e l'odore, non troppo forte in verità, dei vecchi tronchi putrescenti.
Farmi sorprendere dal frullare del volo di qualche uccello che lancia brevi richiami.
Ecco dove vorrei essere! ... ed invece sono seduto su una poltroncina d'un treno ad alta velocità e sto attraversando la Francia.
I miei compagni di viaggio hanno tutti l'aria distratta.
Molti, sprofondati nei loro posti, sonnecchiano, altri strimpellano sul computer ed alcuni coll'indice fanno scorrere sui tablet le immagini del mondo intero nell'illusione di possederlo. Con pochi gesti della falange si recano nella striscia di Gaza, in un villaggio turistico in Thailandia, in Ucraina, sulle spiagge di Marrakech, in Iraq, nel loro social network, nell'archivio delle fotografie di famiglia, nel Parlamento Italiano, nel sito sportivo e poi si va (perché no?) su Youtube, Google Map e su altre diavolerie ... il mondo in uno schermo di plastica! Richiami un'immagine con un dito e poi la cacci via!
Non c'è una vera analogia, ma ogni volta che vedo qualcuno far scivolare le immagini su un tablet coll'indice io penso all'affresco della cappella Sistina di Michelangelo. 
Avete presente la scena centrale in cui Dio col dito sfiora la mano di Adamo adagiato in posa indolente? Ecco proprio quella! ... e mi chiedo se anche noi non ci sentiamo un po' come Dio quando interagiamo con un tablet! Il nostro dito è pieno di potere e, perché no, può dare anche la vita!
Io ancora non ho un tablet ... resisto ... ma so che m'illudo perché tanto capitolerò anch'io, come tutti!
Un signore, facendomi sussultare, mi si siede accanto.
Deve avere la mia età. Indossa un abito di qualità ma non porta la cravatta. I capelli sono brizzolati, forse più sul bianco che sul castano.
S'accorge d'avermi spaventato e con un sorriso ed un tono di voce caldo come il pane da poco sfornato mi dice pardon! Gli rinvio un sorriso tranquillizzante.
- Michel! - dico riconoscendolo.
- Italò ! - dice lui ... ci frequentavamo diversi anni fa ... inutile chiedere ad un francese di pronunciare il mio nome senza la "ò"!
- Che coincidenza! Vai anche tu a Nancy?... ma quanti anni sono passati? -
- Sei, sette? -

Michel ed io ci frequentammo per qualche anno assiduamente. Gli volevo bene. Era un buon amico, dall'animo sensibile, forse troppo. Poi ... i nostri incontri si diradarono. 
Certo, che mi ricordo la causa del nostro allontanamento! 
Di nome faceva Antonia era originaria di Siena e faceva l'astrologa.
S'erano incontrati da qualche parte ma secondo il mio amico Giovanni, che li conosceva entrambi, internet fu galeotto!
Una bella coppia, niente da dire anche perché erano entrambi avvenenti ... lui, architetto d'interni d'un certo successo; lei, vedova con due figli proveniente da una famiglia dai vecchi fasti ma con le pezze al culo. Le antiche glorie le davano un portamento altero, anzi altezzoso, ma nulla di più.
Il rapporto fra i due si rivelò burrascoso e noi amici spesso dovemmo assistere a scenate invereconde seguite da rappacificamenti focosi!
Non tardò molto ma Antonia cominciò a giocare con me alla seduzione procurando al povero Michel una ingestibile gelosia. Non capii mai il comportamento della donna le cui attenzioni (almeno quelle apparenti) non erano giustificate da alcuna mia attitudine.
Con svariati pretesti m'allontanai dalla coppia essendomi sempre trovato a disagio nel recitare in canovacci  di "lui, lei e l'altro".
Progressivamente anche gli altri componenti della nostra ristretta comitiva presero le distanze dai due che gradualmente si confusero con il resto della popolazione mondiale.

Cominciamo a farci i complimenti con Michel, dicendoci l'un l'altro che non siamo poi così invecchiati.
- E tu, con la prostata come vai? - ad una certa età questo argomento serve a ristabilire della cameratesca complicità anche a distanza d'anni. 
- Non c'è male! Per adesso, tutto bene. Gli esami sono ok ... perché non mi chiedi di Antonia? -
C'è della pena nei suoi occhi.
- Perché dovrei? - dei segnali d'allarme s'accendono nella mia testa.
- Perché eravate amanti. - c'è qualcosa d'incrinato nella sua bella voce.
Lo guardo. Non so come rispondergli. Faccio l'indignato? ... il sorpreso? ... il divertito? ... l'ironico?
- No, mai ... è un'idea che non m'è mai entrata neanche nell'anticamera del cervello. - dico alla fine con un tono incolore.
- Ma lei diceva che tu le telefonavi sempre per avere degli appuntamenti. - l'espressione penosa non abbandona il suo sguardo.
- Balle ... solo balle ... forse è un po' mitomane, Antonia. Asserisce ancora che l'astrologia è una scienza esatta perché praticata a Babilonia? Fa ancora la santona di Reiki? -
- Sì, certo ... ha messo su una comunità di vecchiette che manipola come vuole! E' un po' di più che una mitomane ... forse è peggio ... con lei la relazione è finita da due anni!  Scusa per la domanda. Ma ho molto sofferto. -  sorride tristemente come se mi stesse ricordando la fine d'una brutta avventura.
Sospiriamo entrambi. Io, forse, per noia.
- Antonia è malata, malata di testa. - esordisce Michel.
- Un tumore? -
- Ma no! Ha un sacco di paranoie che si associano anche ad una forma di bipolarismo che s'aggrava col tempo ... ci ho messo quasi cinque anni per accorgermene! Non avevo mai incontrato persone con problemi d'instabilità ... difficile viverci! Non la capivo ... ha delle grosse difficoltà nella relazione con gli uomini. -
- Beh, su questo qualche idea me l'ero fatta! -
- ... è in conflitto col sesso maschile e cerca di annientarlo ... con me c'era quasi riuscita. Mi aveva portato quasi al suicidio. -
- Come? -
- Ho tentato il suicidio! -
- Michel! -
- ... tutti quei litigi, quegli attacchi ingiustificati, quelle umiliazioni, la violenza verbale ... son dovuto andare sotto analisi! ... è come una mantide religiosa: prima tromba il maschio e poi se lo mangia ...! Ma lei non se ne rende conto, perché è malata ... ma per chi gli sta vicino è una prova difficile! -
- Ma addirittura il suicidio ... non eri un po' depresso per altre ragioni? -
- No, ti giuro ... un essere come lei è capace di tutto ... un caso clinico! -
- Mio povero Michel ! ... scusa tu ne sarai stato innamorato ... malata o non malata ma per noi amici era solo una grossa stronza! ... ed adesso? -
- Mi manda degli e-mail pieni d'insulti e m'accusa di colpe assurde, ingiustificate. Mi fa dello stalking. E' la regina dello stalking... ma io l'ignoro! -
- Cambia indirizzo e-mail! -
- Non posso, è quello dell'ufficio. -
Guardo fuori dal finestrino.
Una foresta di pioppi sfreccia oltre il vetro ... forse è quella stessa in cui mi sarebbe piaciuto andare oggi. Mi farebbe sentire protetto.
Sono refrattario a queste vicende: sono solo delle relazioni tossiche, prendono energia, consumano gli animi e non producono niente di buono se non sofferenza e fors'anche cattiveria!
Lontano, fra due collinette, giace un laghetto dalla superficie piatta e lucida come se fosse di vetro. E' proprio bella la campagna francese. Così ordinata!
La verità è che sono insofferente a tutti questi tormenti da società del benessere. Il resto del mondo ha ben altri motivi per soffrire!
Mi volto verso Michel.
- Di' un po' ... ma ho l'impressione che tu da questa storia ancora non ne sia uscito! Mi sbaglio? -
- No, in effetti la sto ancora smaltendo. Ho ancora l'immagine di tutte quelle litigate, urla, grida ... il mio analista mi ha detto che ci vorrà del tempo. -
- Permetti? - chiedo.
- Permetti ... cosa? -
- Questo ... - e gli passo l'indice sulla fronte - ... se funziona con i tablet ... magari ... sai, non si sa mai.! Tentar non nuoce! Eppoi costa meno d'un analista! -