Translate

martedì 23 settembre 2014

Gina


- Lo so, lo so ... hai ragione! - dico a Giovanni
- La ragione la si dà agli scemi! -
- Non sei mai contento! ... e se non ti dessi ragione? -
- Hai ragione - ride - ... preferisco essere scemo! -
- Lo vedi che sei uno scemo? L'ho sempre detto. - scherzo ma mantengo l'aria seria.
- ... oh ... smettila d'insultare! -
- Perché v'insultate? - chiede arrivando al tavolo la nostra amica Gina.
- Non lo sto insultando ... è lui che dice d'essere scemo. Dio Santo! Che discorsi d'imbecilli. -
- Ecco lo vedi? Adesso ci prende per imbecilli! -
- Ma no ... è solo un modo di dire! - dice Gina sedendosi.
- Ma cosa t'è preso? Come mai questa botta di permalosità acuta? - chiedo.
- Mi scappa la pipì. Quando mi scappa divento intrattabile, lo so. -
- E perché non vai a farla? -
- Perché aspettavo il ritorno di Gina e non ti volevo lasciare solo. -
- Beh, Gina è tornata adesso puoi andare, no? Sennò ci fai diventare tutti matti. -
- Gina, come sono i bagni? In quale sei andata? In quello degli uomini o delle donne? - domanda il mio amico.
Ah, certo voi non lo sapete ma Gina è un transessuale ed è la nuova passione del mio amico Giovanni.
- Ma che domande? In quello delle signore! -
- Scherzavo! -
Osserviamo Giovanni farsi strada fra i tavoli e scomparire dietro una porta in fondo al locale.
- Di che cosa stavate parlando? - mi chiede Gina mentre sorseggia del bordeaux.
- Dei miei post. -
- Ed allora? -
- Giovanni dice che non li legge nessuno e che se voglio far conoscere i miei racconti devo utilizzare un altro mezzo! -
- Quale? -
- Un editore che pubblica gli e-book! -
- Ha ragione. -
- Lo so che ha ragione, ma non ho voglia d'andare a bussare alla porta di nessuno né di fare il simpaticone per farmi piacere. Chi vuole, mi legge ed io mi sento libero! -
- Ma perché ti lamenti, allora? -
- Io non mi lamento. Giovanni diceva che passo troppo tempo davanti alla tastiera per fare qualcosa che non mi da un vero ritorno sul piano letterario ... ma io non aspiro a niente, solo a scrivere! - il tono della mia risposta deve essere un po' secco tanto da metter fine alla discussione.
Gina non mostra alcun segno di mascolinità, sembra una donna al cento per cento, anche elegante e per niente volgare. Oggi indossa un tailleur grigio. Forse  ha un seno un po' esagerato che lei nasconde con finta pudicizia ben sapendo che il suo procace torace attira ancor di più lo sguardo maschile. E' la fidanzata del momento di Giovanni ed è architetta. Esercita nel quarto arrondissement ed ha una clientela molto ricca.
- Posso chiederti una cosa? -
- Quello che vuoi. -
- Ma all'inizio, non ti pesavano? - ed indico i suoi voluminosi pettorali.
- Forse un po' ma ero tanto contenta d'averli che tu non puoi immaginarlo! Pensa che quando mi guardo m'innamoro da sola! Lo so, un vero Narciso!-
- Capisco ...-
Gina viene da Misterbianco, nei sobborghi di Catania. E' cresciuta in mezzo alle bande di ragazzini che giocano a fare i mafiosi già ad otto anni. Era picchiata ed avvilita perché non riusciva ad essere come i suoi coetanei: un delinquente in erba. Un giorno una giovane insegnante le mise la matita in mano e lei cominciò a tracciare le prime linee ... linee dritte e le sembrò un miracolo di riuscire a farlo in un luogo dove tutto era approssimato e distorto. La sua caparbietà nel voler fuggire la portò lontano dalla miseria di Misterbianco e quando fu a Parigi da crisalide divenne farfalla. Una sera ci raccontò il suo percorso mentre la sofferenza non del tutto smaltita si manifestò attraverso le lacrime. 
Le guastarono il trucco ma non riuscirono a smascherare la sua primaria natura. 
- Ah, eccomi. adesso mi sento meglio! - annuncia Giovanni arrivando al tavolo.
- Beh, siamo tutti contenti -
- ... perché siete così tristi? -
Io e Gina ci guardiamo.
- Non siamo tristi. Stiamo parlando delle mie tette! -
- Un fenomeno della chirurgia estetica ... sono come quelle di Gina Lollobrigida! -
- E' stata la mia fonte d'ispirazione, ma il chirurgo ha esagerato! - dice la fidanzata del mio amico.
- Ah, io lo so perché Italo fa il muso, perché gli ho detto che pubblicare su un blog non serve a niente! I suoi sporadici lettori leggono le prime tre righe e poi passano ad altro! -
Sospiro.
- Giovanni, smettila non vedi che è un argomento che l'infastidisce? -
- Ma io sono suo amico ed ho il diritto di dirgliele certe cose! -
Sospiro.
- Giovanni, ma che cosa vuoi dirmi? Io vado bene così. Per me scrivere è terapeutico. E' come se avessi degli uccelli stipati in una gabbia, ad un certo momento alzo il cancelletto e li lascio volare via ... librare nell'aria, senza restrizioni. I miei fogli, le mie frasi ... li voglio vedere perdersi nel cielo piuttosto che serrati in un libro come se fossero dentro una scatola di sardine. Ho una sola ambizione: condividere le mie emozioni e se sono belle ed apprezzate tanto meglio! Le regalo. Chi le ama le vive con me chi non è interessato non ne impedisce il libero volo! -
- Va bene, così. Lascia perdere Giovanni che è un bruto! Gli vogliamo tutti e due bene ma lui è un bruto! - e Gina mi prende la mano.
- Guardate che sono geloso! -
- Te l'ho detto io che sei scemo! -