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sabato 28 giugno 2014

Il marinaio di Sciraz - 5


Khorramshahr, mon amour.
Erano le parole che campeggiavano in oro sul fondo blu dell’insegna di rue du Roi de Sicile.
Parigi era infreddolita da quell'inverno che fin dall'inizio s'era mostrato cupo e del tutto avaro di luce. Cominciava a nevischiare ed i passanti stringedosi nei loro soprabiti camminavano rasenti ai muri dell'antico quartiere ebraico de le Marais.
Antonio roteò più volte le spalle nell'illusione di scaldarsi. Doveva decidersi di comprare un cappotto meno elegante e più pesante. Guardò ancora sopra di lui per controllare la scritta dell'insegna.
Osservò, poi, l'ampia bottega attraverso la vetrina.
Non era molto diversa da tanti altri negozi dello stesso genere.
Oltre il vetro, dei bei tappeti dai caldi colori si stendevano l’uno sopra l’altro sparsi con studiato disordine. Altri drappeggiavano le pareti e contornavano l’ampia apertura in cui era incastonata la vetrina. Dei samovar in argento e dei lustri piatti in ottone erano disseminati dappertutto o posati su dei tavolini.
Un vecchio, dai folti capelli bianchi, era seduto dietro una scrivania e leggeva con attenzione un giornale scritto con caratteri arabi. Sentendo lo sguardo di Antonio gravare su di lui, sollevò la testa.
Delle profonde rughe, prodotte non solo dall'età ma anche da lunghe permanenze al sole, gli marcavano il volto. Oltre ad esse, una cicatrice, partendo da metà fronte, scendeva obliquamente e, segnandogli la palpebra irreversibilmente chiusa, terminava poco sotto lo zigomo sinistro.
Il vecchio, restituì ad Antonio lo sguardo con il suo unico occhio.
Quel volto anche se deturpato, nascondeva bellezza e fierezza.
I due uomini ristettero a studiarsi cercando di capire quale nascosto interesse ciascuno provasse per l’altro.
L’attenta osservazione fu interrotta dall'entrata di due piccoli cani, dei carlini, che, trottando con una buffa andatura, anticiparono l’ingresso nel proscenio di una donna.
Ad Antonio parve la più bella del mondo.
Vestiva un lungo abito nero che fasciandole il corpo, attraverso una generosa scollatura, lasciava intravedere l’attaccatura del bel seno. Intorno al collo una doppia fila di perle risaltava sulla sua pelle appena brunita. I lunghi capelli, neri quanto la sua veste, le incorniciavano il volto dalle belle labbra carnose ed al contempo delicate. Sopra gli zigomi, appena pronunciati ma tanto da darle un’aria orientale, splendevano degli occhi castani che sembravano rubati ad una cerbiatta. La sua maturità le dava un fascino ancor più profondo, misterioso.
Avanzò con un portamento maestoso, ma per niente artefatto, verso il vecchio.
Parlò ed Antonio si rammaricò di non poter intendere il suono della sua voce.
Nel disperato tentativo di riuscirci girò la testa di lato ed l’avvicinò al vetro sperando che il suo orecchio riuscisse a captare meglio. Ma i soli suoni che udì furono quelli della via. Quasi senza rendersene conto cercò d’avvicinarsi ancora di più al vetro rendendo sempre più manifeste le sue intenzioni.
La sua manovra non passò inosservata ad uno dei carlini che, incuriosito si avvicinò alla vetrina e, forse spaventato, abbaiò.
Questa volta Antonio ben distinse il suono ed indietreggiò provando un po’ di vergogna.
La donna ed il vecchio l’osservavano perplessi. Negli occhi della donna si leggeva una certa apprensione. Richiamò il cane che svogliatamente s’avvicinò a lei.
Antonio rispose ai loro sguardi ricambiando con uno che potesse rassicurarli e, per essere più convincente, accennò ad un sorriso.
Non subito, ma dopo qualche attimo, gli occhi della donna divennero di nuovo dolci e risposero benevolmente.
Ad Antonio quella donna ricordava un attrice ... una italiana, dagli occhi color nocciola e dallo sguardo intenso e penetrante.
Leggermente indietreggiò e cercò d'allontanarsi.
Fu maldestro perché salì sul piede di un passante che sibilò “merde!”.
Cercò di scusarsi ma l’uomo biascicò qualcosa di non cordiale che lui non capì.
Guardò di nuovo oltre la vetrina. La donna rideva divertita.
Che ci faceva lì fuori? Ormai il cielo s'era completamente oscurato e non avrebbe tardato a nevicare.
Si fece coraggio ed entrò nel negozio.