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mercoledì 2 aprile 2014

Augusta - Parigi, no stop.


Eccoci tutti insieme appassionatamente!
Siamo raccolti in riunione col PDG (Président Directeur Général; corrisponde un po' al nostro Amministratore Delegato).
Tutti incravattati (in genere lo siamo sempre ma per l'occasione sfoggiamo le cravatte più belle). Tutti uomini, tranne due donne di cui una s'atteggia ad Uomo, l'altra, mia amica, a quello che è, cioè ad una Donna. Ammiro in lei il coraggio e la capacità di dire ai capi quello che pensa. Lo fa senza farli imbestialire. Se le stesse cose le dicessero dei maschietti le reazioni sarebbero diverse. E' libanese e riesce a sintetizzare in lei tutto il meglio che il Mediterraneo può esprimere.
L'altra, quella che s'atteggia ad Uomo, risulta un po' patetica ... ai miei occhi. E' stata messa nel comitato esecutivo del Gruppo perché faeminam obliget ... m'aspettavo di più da lei ... peccato un'opportunità persa! 
Per chi l'ha visto: vi ricordate in West Side Story la ragazzina vestita da uomo che voleva entrare nella banda dei duri? Beh, ecco ... è quasi lo stesso caso. Io do del "tu" a quasi tutti ma a lei no! M'ostino a darle del "lei" ed a chiamarla "Madame". Perché? ... beh, non sopporto i tradimenti anche quelli fatti nei confronti del proprio genere.
Quindi dicevo ... anzi scrivevo, siamo tutti seduti nella famosa Sala del Consiglio: un enorme tavolo a forma di ferro di cavallo ed in mezzo un larga scrivania dove prende posto lo speaker che fa la sua presentazione al big boss. In effetti sembra d'essere tutti a scuola ... quando si facevano gli esami ... quelli di maturità, magari.
C'è l'interrogato e la commissione d'esame col presidente.
Divertente vedere tutti questi grandi uomini (il più fesso guadagna non meno di 200.000 euro) che tornano scolari di fronte ad un altro grande uomo (lui ne guadagna molti, molti di più) che a sua volta assume il ruolo dell'interrogato davanti al consiglio d'amministrazione. La vita è questa ... si è sempre professori ed alunni allo stesso tempo. Ma in questa catena ci sarà un inizio ed una fine? Cerco d'essere più chiaro: c'è un uomo che sarà sempre e solo l'interrogato ed uno che sarà sempre e solo il presidente della commissione? Vi lascio con questo interrogativo.
I grandi uomini parlano, parlano ... io no, sono di supporto poiché ho preparato la presentazione del mio capo che in linea gerarchica viene dopo il PDG.
Dopo la sua presentazione mi rilasso ... anche se il big boss mi dovesse fare delle domande so sempre come cavarmela, ho abbastanza esperienza per improvvisare delle risposte ... eppoi, per dirla papale papale, non me ne frega niente! Come sempre la mia mente architetta una fuga ... ed io esco, volo via e mi libro lontano dai grandi uomini.
Torno in Sicilia, tanti anni fa, seduto sul mio banco delle medie.
Fuori dalla finestra il tremore del mare azzurro e nelle narici l'odore delicato della salsedine, delle alghe che muoiono sulla battigia.
Siamo tutti assieme i miei compagni ed io. Davanti a noi il professore di Applicazione Tecniche. In classe ci siamo solo noi ragazzi, le ragazze in quell'ora sono trasferite in un'altra a fare cucito ed altre cose da fimmine.
Trascorriamo quell'ora a disegnare facendo delle proiezioni ortogonali. Il professore guarda fisso un punto del muro, noi siamo chini sui fogli. Ad un tratto Maciste (soprannome) bisbiglia qualcosa al Gigante Buono (soprannome). Il professore riprende vita e sbatte una larga riga sulla cattedra ... silenzio! ... grida.
Tutti abbassano la testa e ci scambiamo delle risate nervose.
- Ma cosa avrà da gridare? - mimiamo con le mani.
L'uomo riprende a fissare il punto contro il muro, sembra una statua.
Il Ragazzo Proboscite (soprannome) sussurra a Guido:
- U prufissuri pari scimunitu, cascò da naca quann'era picciriddu (Il professore mi sembra scemo, deve essere cascato dalla culla quando era bambino; nota del traduttore). -
Sentiamo tutti e cominciamo a soffocare le nostre risate.
La statua riprende vita e comincia a sbattere furiosamente la riga sulla scrivania.
- Silenzio, silenzio ... silenzio ho detto! -
Ammutoliti abbassiamo di nuovo la testa ... più divertiti che spaventati.
Il nevrotico si calma di nuovo.
Ma ecco il colpo di genio ... totalmente metafisico!
Guido alza la mano.
Il professore lo nota e con la riga di legno gli fa cenno d'alzarsi.
Il mio compagno di classe parla velocemente ...
- Prufissuri su suca un prunu (professore se la succhia una prugna; ndt)? -
Una frase che non vuole dire niente, un espressione metafisica.
- Cosa hai detto? -
Il silenzio nella classe è assoluto e guardiamo tutti con gli occhi dilatati Guido. E' pazzo? Si farà uccidere.
- Prufissuri su suca un prunu? -
- Non si capisce niente ... ma che vuoi? -
Silenzio.
- Posso andare in bagno? -
Un boato! Scoppiamo a ridere in maniera irrefrenabile.
Il professore è preso da un furore altrettanto incontenibile e la sua rabbia si scarica sulla riga che sbattuta sulla cattedra finisce per rompersi.
Il mio viaggio spazio-temporale s'arresta all'improvviso.
Anche il big boss grida.
- Non è accettabile questa politica sui prezzi! Invece di alzarli continuate a tenerli bassi per favorire le vendite in quantità. -
- Ma noi seguiamo il mercato ... l'offerta è alta ... - accenna qualcuno.
- Cos'è? Volete spiegarmi la legge della domanda e l'offerta? -
E' tutto rosso in faccia e grida con la sua voce acuta simile a quella d'un aquila che stia per essere strozzata.
Tutti con la testa bassa!
Ho ancora davanti agli occhi Guido ed i miei compagni delle medie. Sono anche loro lì nella grande Sala del Consiglio. Hanno fatto il viaggio spazio-temporale per raggiungermi. Si mischiano con tutti quei grandi uomini abituati a viaggiare in business class per i cinque continenti, ad alloggiare in grandi alberghi, a sedere in uffici con enormi scrivanie, a muoversi su macchine guidate da autisti personali. I miei compagni di classe sono lì con noi e sono sicuro che, anche se adesso sono adulti, per alcuni andare a Reggio Calabria è come fare un viaggio in un altro continente. Siamo tutti là, che bello! Ancora assieme ... i miei compagni, che emozione!
Alzo la mano per farmi notare.
Il PDG ancora paonazzo mi guarda con occhi da killer.
- Ah, Italo! Vediamo cos'ha da dire Monsieur le Directerur Financier? -
Tutti gli astanti concentrano il loro sguardo su di me. Alcuni trattengono il respiro. Anche i miei compagni di classe venuti da Augusta con un viaggio spazio-temporale hanno gli occhi fissi su di me.
Io sorrido a tutti e scandisco:
- Prufissuri su suca un prunu! -