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martedì 1 aprile 2014

A mezzogiorno nel parco


- Ero una bella donna da giovane. - dice.
Mi guardo in giro per capire con chi sta parlando. Non c'è nessuno. Siamo soli seduti sulla panchina io su un estremo, lei su un altro. Prima di sedermi le avevo chiesto il permesso. Le altre panchine sono occupate da mamme e papà.
Guardo ostinatamente i bambini che giocano davanti a noi e spero tanto che quella conversazione s'esaurisca con quella frase.
- Ero una bella donna da giovane. - insiste.
M'arrendo.
- Non ho alcun dubbio. - le indirizzo un sorriso ma poi continuo a guardare fissamente davanti a me.
Osservando i bambini che vociano intorno ad una struttura in legno e mi sembra lontano il tempo in cui accompagnavo i miei nei parchi-giochi e li sorvegliavo mentre si divertivano con i loro coetanei. Io, dopo un po', cominciavo a chiacchierare con gli altri genitori e con alcuni siamo diventati amici.
In quel quadretto c'era sempre una panchina occupata da qualche anziano che guardava.
Ecco adesso tocca a me ricoprire quel ruolo.
- Potrebbe almeno dirmi che sono ancora una bella donna! - mi dice la sconosciuta.
La guardo ed evito che dal mio viso possa trasparire alcuna espressione di fastidio.
- Sì, certo è ancora una bella donna. - 
Le sorrido ma lei mi guarda freddamente.
Ritorno a concentrarmi  sui bambini.
Chissà quando i miei figli metteranno al mondo dei nipoti? Saprò ancora cambiare i pannolini? Mi ricordo quando eseguivo la manovra sul fasciatoio, con una mano tiravo su le gambe prendendoli per i piedi, li pulivo con le salviette umide e poi li lavavo sotto il rubinetto del lavandino con l'acqua tiepida ... loro gargarizzavano tutti contenti. All'inizio non fu facile abituarmi alla produzione di cacca ma dopo aver consolidato dell'esperienza col primo con gli altri fu più facile.
Mi ricordo che commentavamo le nostre competenze fra noi papà.
- Minchia, ma quanto fetono quando cacano! - commentava un mio amico palermitano.
- Perchè, tu non feteresti se ti cacassi addosso? - rispondeva un altro più solidale ai problemi infantili.
Sorrido ricordandomi quei discorsi.
- Cosa c'ha da ridere? Le sembro ridicola? -
Madonna Santa! Ma che minchia d'idea ho avuto di sedermi sulla stessa panchina con questa matta!
- No, non sto ridendo su di lei ... è che m'è venuta in mente una cosa buffa! -
Sembra che sia riuscita a convincerla. Assume l'aria un po' mesta.
- Sa non è facile invecchiare per una donna ... ero molto desiderata dagli uomini ed adesso non mi guarda più nessuno. -sospira - Quando s'è seduto accanto credevo che volesse abbordarmi! -
La fisso ed intanto il mio cervello cerca d'elaborare un piano.
- In effetti volevo abbordarla ... sa, vecchi riflessi ... poi mi sono trattenuto. -
- Perché?  Mi avrebbe fatto piacere ... ad una donna piace sempre essere corteggiata. -
Assumo l'espressione più compassionevole possibile. So che quello che sto per dire non è rispettoso verso chi ha certi problemi ... ma ... il fine giustifica i mezzi. 
- Sono sieropositivo ... -
La vedo irrigidirsi.
- Una volta ero un bell'uomo anch'io, sa? ... e le donne mi cadevano ai piedi come delle pere mature ... poi un giorno la sorpresa. D'allora quando vedo una bella donna ... m'avvicino ma per rispetto non vado oltre. -
Mi rivolge un sorriso imbarazzato.
- Mi spiace ... -
- Ah, non si preoccupi ... a tutto si fa l'abitudine ... e poi con le medicine si può controllare il processo ed inoltre, basta proteggersi! -
Le rivolgo un sorriso pieno di sottintesi.
- Capisco ... -
Fa per alzarsi.
- La prego, rimanga ... ci facciamo compagnia ... due ex-belli! -
- No, devo proprio andare ... forse ci possiamo ancora incontrare ancora qua? -
- Certo, io ci vengo spesso ... au revoir. - 
- Au revoir. -
La guardo allontanarsi. Una così è irrecuperabile.
- Scusa Jean-François. - dico rivolgendomi col pensiero al mio amico sieropositivo.
Sono assoluto padrone della panchina.
Scivolo verso il centro, allargo le braccia e le appoggio sulla spalliera mostrando inequivocabilmente la mia conquista territoriale. 
Soddisfatto, guardo i bambini.
- Chissà se m'affideranno i nipoti durante i mesi estivi. Li porterei in barca con me! -