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lunedì 3 febbraio 2014

Rainy weather in Aleppo - 6


Attesero la notte. Pioveva.
- Portiamo le armi con noi? - chiese Ahmad.
- Solo la pistola. - bisbigliò Abdel.
Una sacco di plastica nero sarebbe stato sufficiente per proteggerli dalla pioggia battente. S'infilarono dentro un "buco" per non rischiare di farsi notare da chi era di guardia.
Attraversarono due case ma poi uscirono proseguendo all'esterno. Stimarono che la pioggia avrebbe scoraggiato agli sniper (cecchini: nota dell'autore) di fare il loro sporco lavoro ed essi avrebbero proceduto più spediti. La notte avrebbe favorito la fuga.
Erano soli, contro tutti. Chiunque poteva considerarli nemici o traditori, catturarli, torturali, condannarli ed ucciderli.
Erano destinati ad essere dei bersagli, delle prede ... dei morti. Loro lo sapevano a meno che ... riuscissero a raggiungere un campo profughi.
Avevano deciso d'andare a Reyhanli in Turchia passando il confine vicino a Cilvegozu. Stimarono che avrebbero dovuto percorrere un'ottantina di chilometri.
Dovevano uscire da Aleppo, poi tutto sarebbe stato più facile. Si sarebbero spostati di notte impiegando quattro o cinque giorni prima di raggiungere la frontiera. Non avevano fretta, volevano solo rimanere vivi.
- Usciti da Aleppo, dobbiamo evitare d'incontrare gli Jihadisti. - ricordò Abdel.
Entrambi sapevano che erano i più fanatici, ammazzavano indiscriminatamente. C'era sempre Allah che guidava la loro mano!
- Tu pensi che potremo incontrarli? - chiese Ahmad.
- Certo ... io so che pattugliano fra Aleppo e la frontiera turca. Quando trovano dei giovani o li obbligano a combattere per loro o li uccidono come traditori. -
- Abbiamo preso una decisione, dobbiamo andare avanti ... io voglio tornare a casa. - ripeté Ahmad per farsi coraggio ricordandosi la ragione che lo spingeva ad affrontare quel viaggio.
- Stamattina hai fatto fuori un carro armato ed adesso hai paura d'attraversare le linee? -
- Temo quello che non vedo ... eppoi chi t'ha detto che non avevo paura? ... ce l'avevo eccome! Avevo le gambe che non mi reggevano ... povero Mohamed!- disse ricordando l'amico.
- ... non deve aver sofferto. Mangerà gli hamburger in paradiso! -
Ahmad volle ignorare la nota d'ironia nella voce del suo amico.
Parlavano camminando rasenti ai muri delle case. Malgrado che fossero coperti da un sacco di plastica d'immondizia nero erano zuppi di pioggia.
Incespicarono diverse volte poiché la notte era impenetrabile e le macerie che invadevano le strade erano scivolose.
- Ahmad. -
- Che c'è? -
- Attento a non bagnare Angelina Jolie. -
Adbel rise contento della sua spiritosaggine. Il suo amico gli aveva fatto vedere la fotografia la sera prima. Inciampò, facendo rotolare dei mattoni ammucchiati in un cumulo.
Doveva essere una vecchia barricata.
- Stupido, stai attento, sei capace di spaccarti la faccia! -
Non tutti i cecchini s'erano fatti scoraggiare dalla pioggia.
Uno, che esplorava la via sottostante col visore notturno, distinse un rumore provenire dalla strada. I suoi compagni dormivano dentro la stanza.
Era stato il migliore del suo corso ed aveva ricevuto in premio un M24 (fucile americano; nota dell'autore), una preda di guerra. Ne era fiero ed aveva onorato le aspettative dei suoi superiori centrando fino a quella notte ben venti bersagli in due mesi.
Inquadrò due figure che guardinghe avanzavano. No, non erano soldati governativi.
Tolse la sicura. Mirò sul primo, quello che era davanti e faceva strada fra le rovine.
Trattenne il respiro e schiacciò il grilletto. Lo sparo rimbombò assordante e la sua eco si perse nelle vie di Aleppo confondendosi col rumore della pioggia.
Il bersaglio cadde come un birillo. Non un grido, come si trattasse d'un essere già inanimato prima ancora d'essere colpito.
Lo sniper cercò l'altro ma sembrava dileguato.
I suoi compagni destati all'improvviso, come molle sgusciarono fuori dalle loro coperte.
- Ne ho preso uno ... l'altro non lo trovo ... è scappato. -
I tre commilitoni scesero precipitosamente le scale della palazzina  indossando nel frattempo l'incerata. Uscirono, esitanti nella notte, sotto il torrente di pioggia.
- Vi copro. - gridò il cecchino dall'alto della sua finestra.
Rapidamente i soldati furono sul corpo. Era riverso sul ventre, il viso in una pozzanghera.
Con i piedi lo girarono.
- E' ancora vivo. - disse uno.
Abdel stava annegando nel suo sangue. Tossì ed un fiotto gli uscì dalla bocca.
Sentì delle voci, poi qualcosa di metallico sulla fronte.
Il soldato premette il grilletto.
No, Abdel non sentì niente ... proprio niente ... per sempre.