Translate

martedì 25 febbraio 2014

Educazione sessuale ad Augusta - 1


Arrivò la terza media.
Con mio grave disappunto ci trasferirono in un complesso nuovo e più moderno che ospitava diversi istituti. La nostra vecchia palazzina costruita sugli scogli fu dichiarata inagibile.
Dalla finestra della mia nuova classe vedevo il mare ma, chissà perché, aveva perso tutto il suo fascino.
Nella nuova classe trovammo tre nuovi compagni.
Per essere esatti dovrei dire che ci accolsero, infatti permanevano in terza media da due anni essendo stati ripetutamente bocciati. Erano più grandi di noi, avevano sedici anni.
Dei bravi ragazzi ma un po' svaniti.
Da quattro anni frequentavano le scuole medie ma l'ultimo anno rappresentava uno sbarramento troppo importante per loro. In realtà facevano già i manovali e le loro famiglie, già da quando erano bambini, avevano avuto bisogno delle loro braccia. Spesso erano assenti.
Uno era alto e dinoccolato con una faccia già smunta ed incartapecorita come se fosse appartenuta ad un quarantenne.
Noi lo chiamavamo il Gigante Buono.
Gli altri due erano più bassi ma non per questo senza delle caratteristiche che li rendevano unici. Il primo era dotato d'un fisico tanto possente e muscoloso che toglieva anche al più facinoroso alcuna voglia d'attaccar briga. Gli volevamo bene. Fu lui che c'iniziò al fumo ed a ben altro.
All'appello rispondeva come Gaetano Terragno ma lui si presentò come Tanino, noi lo chiamavamo Maciste.
Vi era poi Salvo che nei primi giorni fu considerato insignificante fino a quando si sparse fra i banchi di scuola che in effetti fosse scecchigno (ben dotato sessualmente; nota del traduttore).
Che nel mondo esistessero degli esseri forniti dalla natura d'una proboscide fra le gambe era una delle leggende che circolava fra noi ragazzi, ma che ce ne fosse uno nella nostra classe rendeva la novità più che interessante! Eravamo fieri d'averlo fra noi.
Ci credevamo invincibili perché nella nostro gruppo c'era il Gigante Buono, Maciste e il Ragazzo Proboscide. Ho sempre pensato che i personaggi della Marvel fossero stati ispirati dai mie compagni di classe!
- Ma tu hai mai ficcato (nel nord d'Italia si direbbe "trombato"; ndt)? - chiedevamo a Salvo.
- Una volta. -
- Dove? -
- Nel sottoscala di dove abito.-
- Con chi? -
- Con una picciotta? Con chi sennò? -
- ... e com'è stato? -
- ... come quando te la mini (nel nord d'Italia si direbbe "fai una sega"; ndt). -
- Male, gli hai fatto? -
Le domande si susseguivano insieme alle risposte laconiche. E l'interrogatorio era sempre lo stesso.
Ad Augusta esistevano tre cinema, uno il più grande, si chiamava Kursaal (molto meglio di quello che si vede in "Nuovo Cinema Paradiso", ma purtroppo ha seguito il medesimo destino). Quando fu proiettato il film "Helga" la mia classe fu attraversata da un fremito d'eccitazione, non per l'interesse didattico che la pellicola doveva provocare, ma per le scene di nudo integrale femminile che conteneva.
Solo i nostri Magnifici Tre poterono visionarlo poiché il film era vietato ai minori.
- Com'è stato? - chiedemmo.
- Bellissimo! Si vedeva il pacchio (il sesso femminile; ndt) da vicino! - risposero.
Nei giorni successivi ci rivelarono che s'erano masturbati più volte nei gabinetti del cinema: Maciste quattro, il ragazzo Proboscide tre ed il Gigante Buono solo una volta.
Durante l'intervallo d'una giornata di scuola qualunque Maciste annunziò:
- Domenica vado ad Agrigento col mio compare.-
Ma nessuno gli diede molto conto.
Il lunedì disse:
- Domenica sono stato ad Agrigento col mio compare e sia andati da una bottana. -
Subito si fece capannello intorno a lui.
- ... e com'è stato? -
- Bellissimo. Pulitissima era. Me l'ha pure lavata (qui si fa riferimento alla minchia che come si sa è di genere femminile)! -
- C'era bisogno d'andare ad Agrigento? Non potevi andare in via delle Finanze a Catania? - chiese chi era fra di noi meglio informato.
- Sono troppo vecchie a Catania eppoi ci vanno tutti in via delle Finanze! -
- Assai costò? -
E così di seguito ...
D'allora ogni volta che vado a vedere la Valle dei Templi, alzo lo sguardo sulla brutta Agrigento che domina quel luogo così magico e penso che da qualche parte, fra quelle vie, c'era una volta una giovane prostituta gentile.
Finì anche quell'anno scolastico ... fummo tutti promossi, tranne il ragazzo Proboscide che poi decise d'abbandonare definitivamente la scuola.
Storie ... vecchie di quarantacinque anni fa!


P.S.: Di storielle similari la mia bisaccia è ricca ma preferisco diluirle in più capitoli. Sennò la mia vena s'esaurisce e cosa vi racconto poi?