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mercoledì 5 febbraio 2014

Check-up

Lo guardo in attesa che mi dica qualcosa.
Scruta lo schermo del suo computer e vedo il riflesso dell'immagine sui suoi occhiali da miope.
E' un omino piccolo, magro, quasi emaciato.
Gli trema un po' la mano mentre impugna il mouse. Sul cranio, come delle oasi nel deserto, sopravvivono ciuffi di capelli bianchi e fini. Sotto la giacca porta una camicia bianca ma col colletto sbottonato da cui s'intravede una maglietta dal colore incerto.
Finalmente mi guarda.
- Voi rischiate di morire più di cancro che d'infarto. - sentenzia.
- Devo sentirmi rassicurato? - chiedo.
- Beh sì, avete il cuore in regola! -
- Ah bene ... grazie. -
Ma non si sa mai e faccio scivolare la mia mano fra le gambe. In fondo sono meridionale e qualche gesto scaramantico mi si può sempre perdonare.
D'altronde da uno che è meridionale ci si aspetta che faccia il meridionale, sennò che terrone è?
Ma forse il dottore francese che ho difronte non sa cosa sono i terroni. Se glielo spiegassi mi confonderebbe con i marsigliesi ed io con Marsiglia, come diceva l'indimenticabile Antonio Di Pietro, non ci azzecco niente!
Di Caltanissetta sono.
Ogni anno la mia azienda paga, a me ed ad altri colleghi, un check-up. Vuole vedere se siamo in buona salute. Lo si fa anche con i cavalli prima che inizi la stagione delle corse.
Io mi sottopongo al controllo da svariati anni ed i dottori del centro clinico conoscono morte, vita e miracoli di me.
Ogni anno mi dicono che devo perdere peso e che devo stare attento alla prostata.
Per controllare quest'ultima oltre che all'esame del sangue mi sottopongono ad una ispezione rettale. No, non è piacevole ... almeno per me.
Per fortuna fino adesso quest'ultimo esame ha sempre dato risultati rassicuranti anche se da un paio d'anni corro sempre più spesso in bagno per trovare un po' di sollievo al bisogno che, certe volte, insorge improvviso ed inatteso.
Una delle abitudini che rende gli uomini diversi dalle donne è la possibilità di fare pipì in piedi. A tal proposito un imperatore romano inventò quelli che volgarmente sono anche chiamati pisciatoi. Anche nel bagno degli uomini in ufficio ce n'è uno. Ci si può mettere in tre uno a fianco all'altro.
Quando sono solo provo quasi un piacere infantile, primordiale ad urinare. Ma la sensazione non è la stessa soprattutto quando sono in compagnia dei miei colleghi più giovani. E' umiliante sentire lo scroscio del loro zampillo che s'infrange contro la ceramica del vespasiano. Fa pensare alla forza, all'allegria ... alla giovinezza, per l'appunto!
Avvilito chino la testa e fisso il debole e risicato getto.
- Forza! - mi incito mentalmente.
Alla fine, rimasto solo, mentre mi lavo le mani m'osservo allo specchio e trovo che il mio volto ha qualche ruga in più.
Guardo il dottore, con aria più serena.
- Posso andare, allora? -
- Certo, che può andare ... ci vediamo il prossimo anno! -
Sì, ci vediamo il prossimo anno, almeno spero, se un cancro non m'attacca!
... ... ...
Non sempre i miei check-up si sono conclusi così.
Un paio d'anni fa, per esempio, il commiato del dottore non fu lo stesso.
Dandomi la mano mi disse che aveva percepito un preoccupante soffio al cuore e mi raccomandò un diabolico esame di cui, onestamente, non ricordo il nome perché i fatti che ne seguirono dovettero provocarne la rimozione dalla mia memoria, peraltro non eccelsa.
So solo che dovetti sottopormi ad un costoso test che comportò una pedalata su una bicicletta da camera, un elettrocardiogramma contestuale all'impresa ciclistica, una flebo che introdusse uno liquido sospetto nelle vene ed  un passaggio dentro una macchina che tanto sembrava quella usata per eseguire le Tac.
Alla fine di questo complesso processo un giovane e baldo dottore di provenienza nordafricana m'annunciò:
- Per la vostra età voi avete un cuore d'atleta! -
Tornai a casa rinfrancato e lusingato per l'accostamento tanto che, essendone inebriato, non pensai più per qualche giorno al costo del complesso esame.
Trascorse qualche settimana e per lavoro dovetti recarmi negli Stati Uniti.
Chi s'è recato in quel meraviglioso paese sa quanto sia noioso il controllo di polizia a cui si è sottoposti prima d'avere libero accesso sul suolo americano quindi dopo l'atterraggio, dopo avere atteso in una lunga fila, mi ritrovai di fronte ad una specie di John Wayne con una divisa nera.
Questi controlli sono di prassi ed in genere vengono fatti senza che si presentino problemi. Mi era capitato però d'aver visto delle scene di turisti e visitatori messi in difficoltà.
Infatti, se il poliziotto di frontiera ha un cattivo ed inflessibile carattere, ha digerito male od ha avuto un diverbio con la moglie, può farvi penare prolungando l'interrogatorio e facendovi riscrivere il formulario. Niente di grave, ma tali ricordi, certamente a causa della mia educazione cattolica, producono una certa apprensione.
Tutto stava filando liscio quando una strana macchinetta attaccata alla cintura di John Wayne cominciò a lampeggiare. Il poliziotto  la spense ma quella riprese a funzionare. L'uomo mi guardò, lasciò il gabbiotto e dopo un po' ritornò con un suo collega. Anche lui aveva una macchinetta alla cintura che faceva bip bip.
- Ci segua. - mi disse il capo di John Wayne.
Mi condussero in un grande stanzone pieno di gente proveniente dal centro America. Mi lasciarono in mezzo a loro.
Certo dovevo fare una certo effetto con la mia valigetta ed il mio aspetto di manager europeo appena sceso dalla business class!
Mi sentii a disaggio ed osservato. Mi chiesi cosa avrei dovuto fare. Nei film i protagonisti chiamano sempre la loro ambasciata.
Dopo circa mezzora arrivarono quattro poliziotti di frontiera che mi condussero in una stanza più piccola.
- Lei sta portando delle sostanze radioattive sul suolo americano. -
Mi sembrò d'essere in uno di quei film in cui tutto inizia in maniera tranquilla e poi ci si trova in una congiura internazionale.
Ci volle quasi un'ora di spiegazione prima che si venisse a capo dell'arcano: il liquido di contrasto che mi era stato iniettato per controllare l'efficienza del mio cuore conteneva della radioattività! Malgrado le settimane trascorse, ancora il mio organismo non l'aveva smaltito. Forse ero diventato l'uomo bionico?
Li convinsi della mia innocenza e mi lasciarono libero.
Persi però la coincidenza per Kansas City.
... ... ...
Apro la portiera, salgo in macchina.
Anche quest'anno è andata!